{"id":1014,"date":"2019-11-04T16:53:12","date_gmt":"2019-11-04T15:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/11\/la-memoria-delle-forme-ad-algeri\/"},"modified":"2019-11-04T16:53:12","modified_gmt":"2019-11-04T15:53:12","slug":"la-memoria-delle-forme-ad-algeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/11\/la-memoria-delle-forme-ad-algeri\/","title":{"rendered":"&#8220;La memoria delle forme&#8221; ad Algeri per la XV Giornata del Contemporaneo."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1138\" height=\"570\" style=\"width: 702px; height: 349px; margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" alt=\"angelini\" src=\"resource\/img\/2019\/11\/angelini.jpg\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Si apre gioved\u00ec 7 novembre alle 18.30 presso il Bastion 23 &#8211; Palais des Ra\u00efs di Algeri, la personale di Marco Angelini dal titolo &#8220;La memoria delle forme&#8221;. Il progetto espositivo, che vede la curatela di\u00a0Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, \u00e8\u00a0stato realizzato da Ambasciata d&#8217;Italia e Istituto Italiano di Cultura di Algeri nell&#8217;ambito della XV Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/p>\n<p>La mostra si compone di 20 tele con cui l\u2019artista intende trasmettere all\u2019osservatore il legame indissolubile tra il simbolismo cromatico e il senso figurato degli oggetti con il passato (le sue memorie appunto), che tuttavia non possono scindersi dall\u2019allegoria della contemporaneit\u00e0. Le opere rendono note le memorie dell\u2019artista, che rivivono il presente attraverso colori, forme, suoni \u201ctrascritti\u201d. Marco Angelini fa della superficie pittorica il luogo d\u2019incontro ideale di forma e concetto, di segni e significati: una ricerca espressiva dominata infatti dalla materia e dai materiali pi\u00f9 disparati, per lo pi\u00f9 di riciclo quali ferro, alluminio, carta, cellophane, polistirolo, chiodi, viti, nastri di registrazione, pellicole fotografiche.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci asserisce nel contributo critico del catalogo a corredo dell\u2019esposizione: \u201c[&#8230;] il senso figurato degli oggetti che si annida dietro alla rappresentazione di forme e alla resa dei colori, questo simbolismo cromatico, allegoria di una contemporaneit\u00e0 che inevitabilmente guarda ad un passato da cui non pu\u00f2 scindersi, che guarda al ricordo come memoria delle forme, tutto questo si ritrova, perfettamente calzante, nel lavoro di Marco Angelini. Il corpus di lavori da lui presentati intercettano ed intrappolano in una campitura piatta di colore, che pur si muove sinuosa a macchia d\u2019olio nei suoi bagliori dorati, nel giallo e nel verde imperturbabili, lo stagliarsi imponente sul bianco, attirando nuove forme come una calamita, vegliando su tutte le cose che vi \u201cabitano\u201d al di sotto. [&#8230;] Ed \u00e8 come se Marco Angelini avesse gi\u00e0 abitato quei luoghi, richiamando odori, colori, fattezze che si traducono astratte senza mai rarefarsi, bens\u00ec tracciando in modo tangibile i segni di una memoria viva, persistente, vibrante.\u201d<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Marco Angelini, nato a Roma nel 1971, vive e lavora tra Roma e Varsavia. Studia il fenomeno metropolitano e il porsi di fronte a processi di trasformazione costante. L\u2019interpretazione sociologica costituisce il suo retroterra culturale e formativo di riferimento.<\/em><br \/><em>Le citt\u00e0 sono lo scenario in cui le pulsioni inconsce sopravvivono interagendo con le nuove possibilit\u00e0 offerte dalla tecnologia, per questo esse diventano il nucleo e l\u2019habitat ideale di tutti i paradossi e le contraddizioni umane.<\/em><br \/><em>Marco Angelini &#8211; lontano da critiche o posizioni ideologicizzate &#8211; crede con forza che l\u2019arte abbia da svolgere un decisivo ruolo sociale: quello di ridonare visibilit\u00e0 alle cose, generare attenzione e creare cos\u00ec nuove possibilit\u00e0 di condivisione, comunicazione e interrogazione.<\/em><br \/><em>Le opere di Marco Angelini sono state acquisite da collezionisti a Roma, Milano, Londra, Varsavia, New York, Melbourne, Washington ed una di esse fa parte della prestigiosa collezione privata della Fondazione Roma (Palazzo Sciarra). Ha realizzato, dal 2006 ad oggi, varie mostre personali in Europa (Roma, Milano, Varsavia, Cracovia, Londra, Bratislava) e partecipato a collettive presso spazi pubblici e gallerie private a New York, Washington DC, Abu Dhabi, Tel Aviv, Varsavia, Zamo\u015b\u0107, Stettino, Monaco di Baviera, Essen, Londra, Bruxelles, Roma.<\/em><br \/><em>Tra le sue mostre segnaliamo la partecipazione nel 2011 alla 54\u00b0 Biennale di Venezia (Padiglione Italia nel mondo) grazie al supporto dell\u2019Istituto Italiano di cultura di Varsavia, la mostra personale a Roma nel 2015 presso il Museo Carlo Bilotti, la partecipazione a Stettino nel 2016 al festival di arte contemporanea 11. MFSW inSPIRACJE \/ Oksydan, mostra dell\u2019installazione Solchi Urbani al Museion di Bolzano nel 2017 (Passage di Museion) e la personale al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza di Roma nel marzo del 2018.<\/em><br \/><em>E&#8217; rappresentato ad Abu Dhabi da Novus Art Gallery.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 Si apre gioved\u00ec 7 novembre alle 18.30 presso il Bastion 23 &#8211; Palais des Ra\u00efs di Algeri, la personale di Marco Angelini dal titolo &#8220;La memoria delle forme&#8221;. 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