{"id":1152,"date":"2014-12-30T12:52:05","date_gmt":"2014-12-30T11:52:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/12\/intervento-del-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano\/"},"modified":"2014-12-30T12:52:05","modified_gmt":"2014-12-30T11:52:05","slug":"intervento-del-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/12\/intervento-del-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano\/","title":{"rendered":"DISCORSO DEL CAPO DELLO STATO IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI DA PARTE DEL CORPO DIPLOMATICO"},"content":{"rendered":"<p><P>Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano<BR>\u00a0in occasione della presentazione degli auguri del Corpo Diplomatico<BR>Quirinale, 18 dicembre 2014<\/P><P>Eccellentissimo Decano,<BR>Caro Signor Ministro,<BR>Onorevoli Rappresentanti del Parlamento,<BR>Signore e Signori Ambasciatori,<BR>Cari giovani Funzionari del Ministero degli Esteri,<\/P><br \/>\n<P>grazie a tutti voi per la partecipazione a questo tradizionale incontro di Fine Anno e ringrazio, in modo particolare il Signor Decano, per i calorosi auguri che, a nome dell\u2019intero corpo diplomatico accreditato presso il Quirinale, ha voluto rivolgermi e che ricambio con altrettanto calore e con quella partecipazione intellettuale e morale che sola pu\u00f2 consentirci di vincere quella \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d che Papa Francesco ha definito come il male del nostro tempo e che lei, Signor Decano, ha diffusamente richiamato nel suo apprezzato discorso. <BR>La prossima fine di questo anno 2014 e l\u2019imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l\u2019Italia, l\u2019Europa ed il mondo.<BR>Del paese in cui siete stati inviati a rappresentare i vostri governi, avete certamente analizzato e colto \u2013 al di l\u00e0 di certe rappresentazioni di stampo iper-negativo se non catastrofiste \u2013\u00a0 i problemi, le debolezze, e in particolare la crisi economica ed occupazionale che &#8211;\u00a0 come accade a molti altri paesi europei ed extraeuropei &#8211;\u00a0 lo affligge pesantemente. Avrete d\u2019altra parte anche colto le enormi potenzialit\u00e0 intellettuali ed umane della nostra gente, il patrimonio di cultura e di storia, di capacit\u00e0 di innovazione, di realizzazione e di gusto, di creativit\u00e0 anche nello stile, che fanno dell\u2019Italia un paese unico al mondo. Sono certo che avrete anche apprezzato l\u2019ampio e coraggioso sforzo che il governo italiano sta compiendo per eliminare alcuni nodi e correggere taluni mali antichi che hanno negli ultimi decenni frenato lo sviluppo del paese e sbilanciato la struttura stessa della societ\u00e0 italiana e del suo sistema politico e rappresentativo. Un\u2019opera difficile e non priva di incognite, quella avviata e portata avanti dal Presidente del Consiglio e dal governo.\u00a0 Ma vi potevano essere delle alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialit\u00e0 di questo paese, nel ruolo che deve rivestire in Europa, negli ideali che vuole portare e nella missione di pace che intende svolgere nel mondo? <BR>Per quel che riguarda il nostro essere in Europa, nei mesi scorsi\u00a0 abbiamo preso parte ed assistito a sviluppi molto significativi. Le elezioni del nuovo Parlamento di Strasburgo, pur in un quadro generale che ha visto una rapida e preoccupante crescita di movimenti e partiti euroscettici o apertamente antieuropei (l\u2019Italia ha votato in qualche misura controcorrente), hanno segnato un passo avanti importante verso l\u2019europeizzazione del dibattito politico all\u2019interno dei singoli paesi membri e verso un inedito svolgimento della dialettica politica al livello veramente continentale. E\u2019 innegabile che la Commissione guidata dal Presidente Juncker abbia un profilo pi\u00f9 nettamente sovranazionale e si ponga obbiettivi ambiziosi per rispondere alle sfide comuni in una chiave certamente pi\u00f9 \u201cpolitica\u201d di quelle che l\u2019hanno preceduta. L\u2019Europa, sia pur lentamente e con difficolt\u00e0 e contrasti, inizia a considerare se stessa e a funzionare come un\u2019entit\u00e0 politica unitaria, in cui pur convivono tanti e diversissimi approcci, interessi, identit\u00e0 culturali, valori e aspirazioni. La nostra comune battaglia sar\u00e0 nei prossimi anni quella di far riscoprire ai nostri giovani le ragioni pi\u00f9 che mai attuali dello stare insieme e di far apprezzare ai cittadini gli enormi benefici che l\u2019integrazione europea ci ha garantito. Tra essi in primo luogo quei settant\u2019anni di pace che costituiscono un unicum in Europa dall\u2019alto Medio Evo ad oggi. Andrebbero apprezzati anche i benefici che l\u2019integrazione potr\u00e0 ancora portarci, restituendo\u00a0 all\u2019Europa quel ruolo di protagonista, nella diffusione di quei principi di diritto e di quei valori umani che costituiscono il substrato della civilt\u00e0 nata sulle sponde del Mediterraneo ed estesasi sino all\u2019Atlantico ed al Mare del Nord. <BR>Con il Consiglio Europeo che inizia oggi a Bruxelles si avviano a conclusione le attivit\u00e0 del semestre di presidenza italiana dell\u2019Unione Europea. Nel corso di mesi caratterizzati dal vivace dibattito che ha accompagnato il processo per la formazione della nuova Commissione e la designazione del Presidente del Consiglio Europeo e dell\u2019Alto Rappresentante della Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, l\u2019Italia ha svolto il suo ruolo nella piena consapevolezza di quanto sia diffuso il bisogno di ricreare lo slancio propulsivo e ideale che segn\u00f2 l\u2019avvio e la crescita dei processi di integrazione europea. Insieme ad altri paesi ci siamo sforzati, con qualche successo, di focalizzare l\u2019attenzione e la volont\u00e0 politica dei paesi membri sull\u2019imprescindibile necessit\u00e0 che l\u2019Unione sia nuovamente motore di crescita e di sviluppo, sapendo combinare tale primario obbiettivo con realistiche regole di riequilibrio e disciplina fiscale.<BR>Nel corso del semestre di presidenza italiana, siamo anche riusciti a far comprendere che gli epocali fenomeni migratori connessi con i tragici eventi in Medio Oriente e in Africa costituiscono una vera emergenza europea e che come tale vanno affrontati, mentre sulle sole coste italiane sono stati quest\u2019anno tratti in salvo, col contributo decisivo delle nostre Forze della Marina Militare, 170.000 uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra, dalle violenze e dalla fame. <BR>Il nostro sguardo ed in particolare quello di tutti voi Ambasciatori, deve saper vedere lontano e cogliere quello che di buono e di meno buono si troveranno ad affrontare i nostri paesi. La nostra visione va dunque\u00a0 oltre la crisi economica ancora in atto e le sue conseguenze sociali e politiche, e abbraccia con grande preoccupazione quello che si sta verificando ai confini dell\u2019Europa e in aree geografiche a noi vicine. <BR>Gravi tensioni e inaudite violenze esplodono proprio nell\u2019anno in cui insieme ricordiamo i cent\u2019anni dall\u2019inizio della prima guerra mondiale, ed i venticinque anni dalla caduta del muro di Berlino, dalla fine della guerra fredda e della logica dei due blocchi in cui per decenni \u00e8 stato diviso il mondo. <BR>La memoria dei milioni di vite umane perdute in Europa, le riconciliazioni vere e profonde che si sono realizzate tra tanti paesi che si erano aspramente combattuti, la ricostruzione di una storia comune e condivisa ci avevano fatto pensare che per noi e per i nostri figli si sarebbe aperta una prospettiva di maggiore serenit\u00e0, di pace pi\u00f9 sicura, di pi\u00f9 diffusa crescita e di solidariet\u00e0. Ora vediamo invece una grande parte dell\u2019umanit\u00e0 colpita da una strana e quasi incomprensibile pulsione verso la disgregazione \u2013 in varie e critiche aree del nostro mondo \u2013 di meccanismi di interazione collaudati in cui si era strutturata per decenni la collaborazione tra le nazioni e gli uomini in vista del bene comune.<BR>Sia pur in paesi che non fanno parte dell\u2019Unione Europea, ma che sono comunque a noi vicini per storia e tradizioni, per la seconda volta negli ultimi settant\u2019anni\u00a0 &#8211; dopo i conflitti che hanno insanguinato i Balcani negli anni \u201890 &#8211; si combatte in aree contigue all\u2019Europa oggi unita. E si tratta di un conflitto che vede il coinvolgimento di paesi grandi ed essenziali per il mantenimento degli equilibri non solo regionali, ma su scala mondiale. Tutti noi abbiamo seguito con grande apprensione lo sviluppo della crisi in Siria, poi in Ucraina e ogni giorno leggiamo notizie che riguardano\u00a0 la sorte di popolazioni civili, investite da conflitti che mietono vittime innocenti, gli sconvolgimenti e le diaspore che colpiscono popoli che sentiamo prossimi anche culturalmente. <BR>L\u2019Unione Europea, e con essa gli Stati Uniti, cui ci uniscono vincoli che oggi sentiamo pi\u00f9 che mai forti, si stanno sforzando di agire e di affrontare le crisi in atto con intenso, comune impegno, anche se le valutazioni e discussioni tra noi ancora risentono di diverse sensibilit\u00e0 e retaggi storici. Non spetta a me, ed in questa sede, proporre soluzioni, ma desidero qui evocare il concetto di \u201cdisarmo verbale\u201d utilizzato di recente da chi \u00e8 stato un grande interprete della politica estera della Repubblica Federale tedesca in anni dinamici e delicati: Hans-Dietrich Genscher. Nel corso di un\u2019intervista poche settimane fa ad un quotidiano tedesco, a proposito della crisi russo-ucraina, Genscher ha detto: \u201cNon bisogna dimenticare: il riarmo verbale \u00e8 sempre stato l\u2019inizio del peggio. Per questo motivo dovremmo ora iniziare con il disarmo verbale\u201d. Anch\u2019io credo che, pur nella consapevolezza della gravit\u00e0 della situazione, degli errori commessi, dei gravissimi danni subiti dalle popolazioni e dall\u2019ordine internazionale, sia necessario raffreddare il dibattito, metter fine alle esasperazioni e unilateralit\u00e0, recuperare la fiducia reciproca, ricercare soluzioni realistiche,\u00a0 praticabili per evitare l\u2019aggravarsi del quadro delle ingovernabilit\u00e0 e l\u2019allargamento della mappa delle\u00a0 crisi. <BR>Con altrettanta preoccupazione vediamo il riacutizzarsi di tensioni e l\u2019insorgere di nuovi complessi scenari di tensioni e di conflitto. Dalla Siria all\u2019Iraq, dal Sahel al Corno d\u2019Africa, dalla Libia alla Nigeria l\u2019emergere di una diffusa instabilit\u00e0 sembra svelare la gravit\u00e0 di problemi non risolti e confermare una difficolt\u00e0 di fondo della comunit\u00e0 internazionale a trovare un equilibrio duraturo al livello mondiale. Non sono solo il numero e l\u2019intensit\u00e0 dei conflitti in corso a preoccupare, ma l\u2019apparente impossibilit\u00e0 di individuare soluzioni stabili e condivise o a mediare tra interessi materiali e politici che sembrano inconciliabili. Non possiamo non ricordare quello che ha detto e ripetuto anche in recenti occasioni Papa Francesco, e cio\u00e8 che sarebbe gi\u00e0 in atto un terzo conflitto mondiale, ma \u201ca pezzi\u201d. Con l\u2019ottimismo della volont\u00e0 non possiamo rinunciare a ricercare soluzioni agli enormi problemi che vediamo di fronte a noi e a contribuire per alleviare le indicibili sofferenze delle vittime di conflitti, dei milioni di persone in fuga da inimmaginabili atrocit\u00e0. Dobbiamo d\u2019altra parte porre ogni cura e fare ogni sforzo per evitare che la doverosa contrapposizione verso chi esercita la violenza terroristica e cerca oggi di imporre una visione del mondo fanatica, arcaica ed oscurantista venga percepita come una contrapposizione tra Occidente e Islam. Noi riteniamo di essere dalla stessa parte dell\u2019Islam colto, aperto e civile che ha lasciato una traccia profonda nella storia del mondo e che ancora, ne sono certo, dar\u00e0 un contributo importante al cammino dell\u2019umanit\u00e0.<BR>Penso sia oggi necessario riscoprire le ragioni del riconoscerci tutti nel quadro delle Nazioni Unite, delle organizzazioni internazionali e delle alleanze che uniscono tanti paesi del mondo. E\u00a0 all\u2019interno di tanti singoli paesi occorre far rivivere uno spirito di tolleranza : un concetto cos\u00ec antico che sembra oggi essere stato dimenticato. Riscopriamola invece come elemento essenziale della convivenza che sola consentir\u00e0 all\u2019umanit\u00e0 di svilupparsi in pace.<BR>Un segno inatteso e benvenuto in questo senso ci \u00e8 giunto ieri dagli annunci del Presidente degli Stati Uniti Obama e del Presidente di Cuba Raul Castro, di una svolta nei rapporti tra i due paesi, una svolta \u2013 dovuta anche alla illuminata mediazione della Santa Sede \u2013 che possiamo ben definire storica, ricordando le drammatiche tensioni che in quell\u2019area opposero le due superpotenze che si confrontavano in un mondo rigidamente diviso in blocchi.<BR>Desidero da ultimo attirare la vostra attenzione sul fatto che, per la prima volta a nostra memoria, a questa tradizionale e calorosa cerimonia degli auguri del corpo diplomatico al Capo dello Stato si \u00e8 voluto fossero associati quarantacinque Segretari di Legazione, i vincitori cio\u00e8 dell\u2019ultimo concorso per l\u2019ammissione al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Abbiamo voluto invitarli per sottolineare quanta aspettativa si nutra nei confronti loro e degli altri giovani funzionari dello Stato che vengono oggi chiamati ad affrontare situazioni nuove, di fronte alle quali abbiamo talvolta l\u2019impressione di non possedere gli strumenti concettuali adatti. Confidiamo molto che i nostri giovani, e quelli di ogni paese qui rappresentato, sapranno dare un contributo importante per meglio capire e meglio affrontare realt\u00e0 inedite che, sotto tante forme, stanno cos\u00ec rapidamente cambiando il mondo. <BR>Buon Natale e Buon Anno a tutti. Grazie<\/P><br \/>\n<P><BR>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano\u00a0in occasione della presentazione degli auguri del Corpo DiplomaticoQuirinale, 18 dicembre 2014Eccellentissimo Decano,Caro Signor Ministro,Onorevoli Rappresentanti del Parlamento,Signore e Signori Ambasciatori,Cari giovani Funzionari del Ministero degli Esteri, grazie a tutti voi per la partecipazione a questo tradizionale incontro di Fine Anno e ringrazio, in modo particolare il Signor Decano, [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1152","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1152\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambalgeri.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}