
I Giochi del Mediterraneo di Taranto, un nuovo ponte tra i nostri popoli
A pochi giorni dall’apertura dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, Bola ha incontrato in esclusiva S.E. Alessandra Schiavo, Ambasciatrice d’Italia in Algeria, per parlare della ventesima edizione della manifestazione, in programma dal 21 agosto al 3 settembre.
L’incontro si è svolto in un clima cordiale e di grande disponibilità. L’Ambasciatrice Schiavo ha risposto alle nostre domande con apertura e franchezza, affrontando i diversi temi al centro dell’intervista: il significato dei Giochi per l’Italia, il legame con l’Algeria e con Orano, le prospettive di cooperazione nel settore sportivo e il ruolo dello sport come strumento di dialogo tra i popoli.
Un contributo importante alla realizzazione dell’intervista è arrivato anche dalla professionalità e dalla disponibilità dell’Ufficio Comunicazione dell’Ambasciata d’Italia in Algeria.
- Cosa rappresentano i Giochi del Mediterraneo di Taranto per l’Italia?
I Giochi del Mediterraneo hanno un significato particolare per l’Italia, un Paese che vanta una lunga tradizione legata a questa manifestazione.
Come sapete, la prima edizione si è svolta in Egitto e, da allora, i Giochi sono cresciuti progressivamente, coinvolgendo un numero sempre maggiore di Paesi. A Taranto, nel 2026, saranno 26 le nazioni partecipanti, tra cui naturalmente l’Algeria, che per noi rappresenta un partner di grande importanza.
Anche il programma sportivo si è ampliato nel corso degli anni e questa edizione comprenderà 33 discipline, con un numero considerevole di competizioni.
Ma i Giochi del Mediterraneo non sono soltanto una grande manifestazione sportiva. Sono soprattutto un’occasione per celebrare i valori che lo sport porta con sé: il rispetto, la competizione leale, l’impegno e la capacità di stare insieme.
Guardando al futuro e, in particolare, alle giovani generazioni, questa edizione rappresenta anche un’opportunità per riaffermare una storia di convivenza e di dialogo nello spazio mediterraneo. Una storia comune che, nel corso dei secoli, ha messo in contatto popoli e civiltà molto diversi tra loro.
- Come interpreta l’Italia il passaggio da Orano a Taranto?
È una coincidenza particolarmente significativa e positiva che Taranto raccolga il testimone da Orano, che ha ospitato l’ultima edizione dei Giochi nel 2022.
Credo che questo passaggio abbia un valore importante, perché rappresenta la continuità della manifestazione, ma anche la continuità dei rapporti e dei legami tra Italia e Algeria.
I Giochi di Taranto possono contribuire a rafforzare la cooperazione tra Algeria e Italia nello sport?
Vorrei innanzitutto sottolineare che rafforzare la collaborazione con l’Algeria è uno degli obiettivi del nostro lavoro.
La cooperazione tra i nostri due Paesi deve naturalmente svilupparsi in diversi settori e quello sportivo è certamente uno degli ambiti più promettenti.
Lo sport genera energie positive, avvicina le persone e crea occasioni di incontro e di conoscenza reciproca. Può favorire la mobilità, il dialogo e la costruzione di relazioni durature.
Per questo, lo sviluppo della cooperazione sportiva è sicuramente tra le nostre priorità.
Sarà importante rafforzare la volontà e la disponibilità delle federazioni dei due Paesi a lavorare insieme, individuando le discipline e gli ambiti nei quali una collaborazione concreta potrebbe essere particolarmente utile.
C’è ancora molto da fare e dobbiamo capire quali siano i settori dai quali partire.
Partiamo però da una base molto solida: i rapporti tra Italia e Algeria sono profondi e radicati e affondano le loro radici nella storia e nelle tradizioni dei nostri due popoli.
Questa è una base importante, ma dobbiamo anche avere la capacità di guardare avanti e costruire insieme il futuro delle nostre relazioni.
Considero il rapporto tra Italia e Algeria come un cantiere aperto. Sono quindi assolutamente disponibile ad ascoltare e valutare qualsiasi proposta che possa contribuire a costruire una cooperazione ancora più stretta tra i nostri due Paesi.
Perché, secondo lei, è stata scelta Taranto come sede dei Giochi?
La scelta di Taranto è legata a diversi elementi. Innanzitutto, alla sua lunga storia mediterranea e agli intensi scambi culturali che hanno caratterizzato la città nel corso dei secoli, in particolare nei rapporti con l’Italia meridionale e con gli altri Paesi del Mediterraneo.
Taranto possiede inoltre un patrimonio storico e culturale di grande valore e ospita importanti testimonianze del passato, a partire dal suo straordinario museo archeologico.
La manifestazione, tuttavia, non sarà concentrata esclusivamente a Taranto. Diverse competizioni si svolgeranno anche in altri comuni della Puglia, tra cui Bari, Brindisi e Lecce.
Si tratta di una sfida organizzativa e logistica importante, che richiede un grande impegno per creare le condizioni necessarie ad accogliere migliaia di atleti, tecnici e volontari.
Sarà una grande festa dello sport, che prenderà il via il 21 agosto e si concluderà il 3 settembre.
- Che cosa rappresenta per l’Italia la partecipazione della delegazione algerina ai Giochi di Taranto?
L’Algeria sarà presente a Taranto con una delegazione numerosa e qualificata: circa 248 atleti parteciperanno alle competizioni in 27 discipline sportive.
Per noi si tratta di una presenza particolarmente significativa. Da un lato, testimonia la profondità delle relazioni che uniscono i nostri due Paesi; dall’altro, offre una nuova occasione per rafforzare la vicinanza e l’amicizia tra i nostri popoli.
Ci auguriamo che questa partecipazione possa essere un’esperienza positiva e di successo per tutti gli atleti algerini e attendiamo con grande piacere l’arrivo della delegazione a Taranto.
Sappiamo inoltre che l’Algeria sarà rappresentata da atleti di altissimo livello e siamo felici di poterli accogliere in Italia.
Al di là della dimensione diplomatica e dei protocolli, cosa vorrebbe che gli algerini scoprissero attraverso i Giochi del Mediterraneo?
Mi piacerebbe che, attraverso la loro esperienza a Taranto, gli algerini potessero riscoprire la lunga storia di amicizia che lega i nostri due Paesi e i valori che essa porta con sé: la pace, l’impegno, il lavoro, la partecipazione alla vita della comunità e, naturalmente, lo sport.
Vorrei anche che potessero conoscere o riscoprire la dimensione mediterranea dell’Italia, soprattutto attraverso le sue città del Sud, che si affacciano sul Mediterraneo e che hanno con questo mare un rapporto profondo.
L’Italia ha già ospitato i Giochi del Mediterraneo in diverse occasioni: Napoli nel 1963, Taranto nel 1987 e Pescara nel 2009.
Sono tutte città profondamente legate al Mediterraneo e rappresentano, ciascuna a modo proprio, l’identità mediterranea dell’Italia.
Anche l’Algeria rappresenta una componente fondamentale di questo spazio comune. Voi portate con voi la dimensione araba e africana del Mediterraneo.
Tutti noi siamo il risultato della straordinaria diversità culturale di questa regione. Le civiltà e le culture che si sono incontrate sulle sponde del Mediterraneo, da nord a sud e da est a ovest, hanno lasciato tracce profonde nelle nostre società.
È proprio questa continua interazione tra culture a rendere il Mediterraneo uno spazio così ricco e unico.
Al termine dei Giochi di Taranto, quale ricordo vorrebbe che gli algerini portassero con sé dell’Italia e della città?
La cosa più importante che vorrei rimanesse nella memoria degli algerini è innanzitutto l’amicizia: l’amicizia tra i nostri popoli, la nostra storia comune e i valori che lo sport è capace di trasmettere.
Lo sport è competizione, ma è anche una scuola di vita. Insegna la volontà, il lavoro, il sacrificio e, soprattutto, il rispetto delle regole e dell’avversario.
La vera sfida non consiste nel cercare di superare l’altro con mezzi scorretti, ma nel migliorare se stessi, sviluppare le proprie capacità e cercare di raggiungere ogni volta un risultato migliore.
Per quanto riguarda l’Italia, mi auguro che rimanga nella memoria degli algerini anche il senso di amicizia e di vicinanza che lega i nostri due Paesi.
Spero inoltre che la partecipazione degli atleti algerini a Taranto possa rappresentare per loro un’esperienza importante, non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche umano. Un’esperienza dalla quale portare a casa ricordi, fiducia e motivazioni per continuare a lavorare e puntare a risultati sempre migliori.
La carriera di un atleta è fatta di appuntamenti e sfide che si rinnovano ogni anno. E, naturalmente, i Giochi Olimpici rappresentano uno dei traguardi più importanti.
Mi auguro quindi che l’esperienza di Taranto possa offrire agli atleti algerini nuove occasioni di crescita, di apprendimento e di confronto, rafforzando la loro fiducia e spingendoli a continuare il percorso verso nuovi successi.
In definitiva, quello che vorrei portassero con sé da Taranto sono i ricordi di un’esperienza sportiva, i valori dell’amicizia e la consapevolezza di appartenere a una grande comunità mediterranea.
Intervista: Mustapha Khalifaoui